Questa volta cambiamo genere! Rock italiano. Il gruppo in questione sono gli Eugénie. Per certi versi molto simili agli Afterhours, sia come stile musicale che ricercatezza per quanto riguarda le parole delle canzoni. Discrete qualità che non si trovano in giro di questi tempi. L’album è Ciò che vorrei, buon ascolto…
http://www.jamendo.com/it/album/3922/
Illuminarsi
Confido nel credere, stacco la spina dal fragile…
per l’energia che spinge ma che non riconosco più…oh yeah…
Fluidità cronica che ti copre di sabbia
scandisce il minuto che s’infrange nell’essere schivo…oh yeah…
M’ illumino ancora d’acceso fuoco che ti brucerà
e poi non socchiudo la porta che ti condurrà a me…oh yeah
Muoversi nell’immobile che non tradisce mai,
emozioni ritmiche che non stanno pulsando più…oh yeah…
M’illumino ancora d’acceso fuoco che ti brucerà
e poi non socchiudo la porta che ti condurrà a me…
(testo e musica di Davide Ferrazzi)
Perfetto manichino
Mai prenderò la parte di nessuno, perfetto manichino, ma non m’inchino no…
e il peso del mio sonno non mi attenua intorno il desiderio del sogno…
E aspetto vivamente la tua reazione, sgomenta e isolata ma all’attenzione
ci devi fare caso con la semplicità…
e il vuoto da colmare è un abisso fondo e a volte lo ritrovo ancora più profondo
per la mia inquietudine per le tue novità…
Confusamente ancora ingoio rospi amari , sospesi tra i ricordi di volti cancellati…
e il desiderio del sonno non mi attenua intorno il desiderio del sogno…
Domande per un umile
Per un’esistenza che si spegne in un attimo, per una vita che si accende con solletico
e sei convinto che non ho la forza necessaria per rifiutare ancora la tua violenza innata
…e corre il vento, corre il senso, corre il vuoto che mi opprime…un insaziabile fermento
Contestare le spine che mi aprono la pelle, questi fiori secchi appesi ad un chiodo per ricordo
questi libri impolverati che nascondono gli animi, e non mi va di rivederti al mio cospetto
…e corre il vento, corre il senso, corre il vuoto che mi opprime…un insaziabile fermento
…e passo il tempo a cercare le domande in fondo al cuore,
e passo il tempo a diventare un po’ più umile e reale…
5 gennaio
Come soddisfarsi degli istinti non impressi
no, non preoccuparti che non siano più gli stessi
assenti e riflessivi dai dolori soffocati
amori invocati, trascinati sugli stenti
Ma il domani non lo inseguirò come ieri.
Sceglierò i colori come immagini di vita
e sfumature lievi con le punte delle dita
Ma il domani non lo inseguirò come ieri…
Sceglierò i colori…
Chiudendo gli occhi
Sto guardando il mondo dal mio fondo di pallore,
caldo ma insipido mi tocca dritto il cuore
caleidoscopio che gira con vorticosa presenza
in acide visioni ti trasforma la realtà…
E aspiro l’aria che mi dai tu – così latente e rinchiuso sto
E succhi l’anima che mi dai tu che sa di vana nobiltà…
Ed ora prendimi cosicchè io non possa più muovermi,
sdraiami su di un letto che sa di polvere di stelle
amiamoci in nudità come se fosse l’ultima volta
che mi porterà lontano da te…
E chiudo gli occhi, così si fa, per non stupirmi della tua assenza
che non mi mancherà
per poi socchiuderli quando vorrò e un po’ di gioia mi sveglierà, mi sveglierà…
Ed ora che ho soltanto il mio vuoto a rendere,
non vi è più alcun discorso che regga l’ineccepibile…
mi apro il ventre e ti mostro la mia bile
ed ora puoi vedere che c’è soltanto un nuovo ardore.
E chiudo gli occhi, così si fa, per non stupirmi della tua assenza
che non mi mancherà
per poi socchiuderli quando vorrò e un po’ di gioia mi sveglierà, mi sveglierà…
Il tradimento
Disteso in erba no, non starò… compresso nell’attimo
sarò un angelo che non volerà
è come destarsi, ma non dormirò tra urla sognanti che si inseguono
…ma non cambierò
E tu, tu ti tradisci per quello che sei
E tu, non ti accontenti mai
Ti conviene
Ti conviene condividere le pene di riflesso
ormai sospese dalle nuove devianze del tuo cuore.
Mi confesso…io mi sento un po’ depresso e sotto stress
ma non ritengo che sia proprio necessario deviare sul tuo sesso…
E bado bene di non dovere intervenire su questioni prevaricate,
non voglio rivangare nel passato che è già remoto…
e che sia chiaro io ti vorrei amare con leggerezza proverbiale
ed annusarti ancora sulle onde del mare…
…e poi come dimenticare la tua voglia di espiare le tue colpe più serie…
La mia grande vanità
E mi insegue una nuova verità che si confonde
e la perplessità che si diffonde come un virus
che mi gira intorno e poi mi assale…
poi le nuove prospettive che sono fugaci come delle serpi
e che sanno riempirmi con tanti complimenti per la mia grande vanità.
E sono rinato per farmi un piacere
che sia più intenso e in grado di capire
che è pulita l’anima del dire che si diffonde in me…
poi le nuove prospettive che sono fugaci come delle serpi
e che sanno riempirmi con tanti complimenti per la mia grande vanità.
E mi prendo gioco di questa realtà che mi indispone,
che mi riempie di stronzate e non riesce poi a lambirmi…
Straziante abito
E’ stentare che uccide ogni senso e prendi atto senza un volto
Ti sembra di essere premiato ma in realtà ti muovi lento…
Non vedi sui tuoi passi s’annida un senso ed io non posso che assegnarti
Un immobile e straziante abito
Nulla è niente se decidi di affrontare non c’è tregua se ti appresti a rallentare
Non vedi sui tuoi passi s’annida un senso ed io non posso che assegnarti
Un immobile e straziante abito…
Entronauta
Ma, come vedi, sono un testo dissacrante
rido dei miei sbagli e rifletto comodamente…
da entronauta novizio mi dissolvo come neve al sole
ma non mi sento un fiore che appassisce languidamente…
e non mi riesce di capire il colore che mi appartiene…
e se ti rilassi, saprei crearti un po’ più donna
liberando le tue fobie, ma non sai essere diversa…
da entronauta novizio mi dissolvo come neve al sole
ma non mi sento un fiore che appassisce languidamente
…e non mi riesce di capire il colore che mi appartiene…
Cervello esile
Per poi sorprenderti per quello che non lascio mai
niente mance ai servi tuoi che sono schiavi della trinità
e i fuochi languidi lasciati morire per passività
e i nuovi spiriti che ti promettono l’eternità…
Ma poi non voglio confonderti, ma poi non voglio confonderti…
Confuse maschere, non si ribellano per necessità
e l’urlo sterile che ti distrugge il cervello esile
per compatirti poi ti pieghi al dio della volontà
ore ed ore appassito di fronte alla tua povertà…
Ma poi non voglio confonderti, ma poi non voglio confonderti…
Mi distacco con slancio dalla via che porta al Nulla,
che porta al Nulla, al Nulla, al Nulla…
Quello che non mi dai
Per fidarmi di te, dovrei fingere che sei importante per me
a tal punto che non posso vivere senza di te.
Invece questo non penso, non mi fido a tal punto
che vorrei restare solo, in assoluto riposo…
e posso vivere senza di te.
Confondi amore con odio, ti lanci in atti deviati,
non ti accontenti dei modi e a me non basta più
quello che non mi dai…quello che non mi dai…
Io sono un pesce fuor d’acqua che nuota controcorrente
e risalgo la fonte perché lì so aver pace…
e posso vivere senza di te.
E tu invece sei inquieta, ti muovi come impazzita,
ti nascondi in fretta e a me non basta più
quello che non mi dai…quello che non mi dai.







23 Novembre 2007 a 18:34
Nuova veste grafica?
23 Novembre 2007 a 18:41
@fiak
Sto cercando qualcosa di decente, per ora non ho trovato di meglio… A te come sembra questa? E’ passabile??? Boh…
23 Novembre 2007 a 19:19
è carina… sto ascoltando gli eugènie, carini anche loro ma nulla di trascendentale…
23 Novembre 2007 a 19:32
@fiak
Si…immaginavo che non ti sarebbero piaciuti.:P
Purtroppo sapendo della tua propensione per l’ hardcore posso capire che sia difficile farti piacere la musica che ascolto io…Cmq se hai nuovi gruppi da farmi ascoltare, io li aspetto con ansia!