Presagi di rinnovate perdite

fili che continuano a legare un’ anima tremante.

In punta di piedi si attende taciturnamente…

Solchi di vita che non irrigano più nulla;

trascinarsi in nuove speranze

che fin da principio non fanno altro che sottendere amare verità.

Larve solitarie in un bozzolo armato

destinate all’ incomunicabilità

vite claustrali,

case marchiate dall’impossibilità di essere popolate

boccioli mai sbocciati in questa grande siccità.

Due ombre di luce così simili

ma abbastanza lontane da non riuscirsi ad incontrare.

Mi affaccio ad un tuo domani

decisa a cedere al veleno

che lentamente erode le mie carni.

5 Commenti

  1. e’ molto asciutta da benne l’idea della siccità il finale del veleno è geniale,(ricorda le parole di Socrate quando ha bevuto la cicuta secchezza) ma sono solo stoiche le parole del deserto? io ricordo la storia di un avviatore che si lasciava morire nel deserto rassegnato dal fatto ke la città più vicina era lontana e non raggiungibile, e poi venne un ometto, da cuì imparò ke un cappello è un serpente ke ha mangiato un elefante e un deserto è un luogo dove c’è pozzo con una carrucola ke canta
    Ciao :)

  2. Mi hai rammentato un miraggio… immagine di speranza ma preludio di nuove delusioni…
    Io prego e spero che il nostro futuro non sia più dipinto di miraggi ma che sul nostro cammino possano farsi largo oasi e sorgenti… a dissetare, finalmente, anime viaggiatrici, pellegrine in questa vita…

  3. @Nicola
    Diciamo che questo deserto io a volte lo vedo nei rapporti con il circostante. Una desertificazione causata dallo spesso strato di superficialità che ci siamo creati. Come scrisse qualcuno: sguardi che si incontrano, ma spesso solo per evitarsi…

    @Demi4jesus
    Sono fiduciosa. ;)

  4. Coffee says : I absolutely agree with this !

  5. @Coffee
    Felice di sapere che condividi queste parole…

    P.S.:Benvenuto/a nel blog! ;)


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