Quando la morte mi chiamerà
forse qualcuno protesterà
dopo aver letto nel testamento
quel che gli lascio in eredità
non maleditemi non serve a niente
tanto all’inferno ci sarò già Leggi il seguito di questo post »
Giro giro tondo cambia il mondo… Giorgio Gaber
Quando la morte mi chiamerà
forse qualcuno protesterà
dopo aver letto nel testamento
quel che gli lascio in eredità
non maleditemi non serve a niente
tanto all’inferno ci sarò già Leggi il seguito di questo post »

Io dedico questa canzone
ad ogni uomo pensato come amore
in un attimo di libertà
A quello conosciuto appena
non c’era tempo e valeva la pena
di perderci un secolo in più… Leggi il seguito di questo post »
Un post dedicato alla parte peggiore degli italiani. Quella che purtroppo pare stia prendendo il sopravvento. Un popolo di razzisti. Un popolo che si nasconde nelle masse e che vive nel discriminare l’altro. Un’ Italia in cui esiste un popolo padano, che ritiene sia ora di valorizzare la nota dieta padana. Un’ Italia in cui gli ormai nordici meridionali, che negli anni ‘50 hanno patito le pene dell’ inferno, ora appoggiano il signor Bossi e tutta la sua combriccola. Un’ Italia che ha dimenticato di aver portato in tutto il mondo la tanto cara mafia e che ora si indigna difronte alla criminalità dell’extracomunitario, facendo di tutta l’erba un fascio. Un’ Italia che deride gay, lesbiche e prostitute. Un’ Italia a cui fa schifo lo zingaro, il cinese, l’africano, il marocchino…
Un’ Italia ridotta hai minimi storici di coscienza.
Prima parte:
Daltonici, presbiti, mendicanti di vista
il mercante di luce, il vostro oculista,
ora vuole soltanto clienti speciali
che non sanno che farne di occhi normali.
Non più ottico ma spacciatore di lenti
per improvvisare occhi contenti,
perché le pupille abituate a copiare
inventino i mondi sui quali guardare
Seguite con me questi occhi sognare,
fuggire dall’orbita e non voler ritornare
Seconda parte:
Primo cliente – Vedo che salgo a rubare il sole
per non aver più notti,
perché non cada in reti di tramonto,
l’ho chiuso nei miei occhi,
e chi avrà freddo e chi avrà freddo
lungo il mio sguardo si dovrà scaldare
Secondo cliente – Vedo i fiumi dentro le mie vene,
cercano il loro mare,
rompono gli argini,
trovano cieli da fotografare.
Sangue che scorre senza fantasia
porta tumori di malinconia
Terzo cliente – Vedo gendarmi pascolare
donne chine sulla rugiada,
rosse le lingue al polline dei fiori
ma dov’è l’ape regina?
Forse è volata ai nidi dell’aurora,
forse volata, forse più non vola
Quarto cliente – Vedo gli amici ancora sulla strada,
loro non hanno fretta,
rubano ancora al sonno l’allegria
all’alba un po’ di notte:
e poi la luce, luce che trasforma
il mondo in un giocattolo
Faremo gli occhiali così!
Faremo gli occhiali così!
Per un po’ proporrò canzoni che sono diventate il manifesto della mia vita.
“per chi viaggia in direzione ostinata e contraria col suo marchio speciale di speciale disperazione tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi per consegnare alla morte una goccia di splendore , di umanità e di verità “
De Andrè riesce SEMPRE a darmi qualcosa di magnifico. Le sue canzoni sono come un abbraccio, di quelli forti che ti tolgono il respiro e che ti riempono come non mai. E’ quando mi sento completamente vuota che le sue canzoni accorrono in mio aiuto.